Bio & curriculum – semi-seri

Software by passion … software per passione!

Il 98% delle persone penserà che dichiarare passione per una cosa del genere è da malati di mente … il restante 2% è diviso equamente tra malati di mente e programmatori che in realtà sono ormai diventati sinonimi o quantomeno definizioni sovrapponibili.

Un lontanissimo giorno del 1986 per vie misteriose atterrò sulla mia scrivania di giovanissimo aiuto amministratore di condominii un Olivetti M24 “sei giovane e sicuramente impari prima tu”. Avessi saputo ciò che ne sarebbe derivato l’avrei probabilmente polverizzato con una mazza da 5 Kg.

Ad ogni modo quel giorno naque quello splendido rapporto di odio-amore che lega ogni programmatore del mondo a quell’oggetto pressocchè inutile chiamato computer.

Giorni e notti intere passate a risolvere problemi di altri che cercano di pagarti il meno possibile per non doverseli risolvere da soli.

La forza di queste persone (dette in gergo “committenti”) è che tu, piccolo programmatore, sei inspiegabilmente affascinato da quello che i fighi (detti “gli americani”) chiamano Problem Solving e sei disposto, anche AGGRATIS, a sprecare i tuoi anni migliori chiuso in una stanza a schiacciare tasti, mangiare cibo spazzatura, spesso dialogando con un ammasso di plastica, metalli più o meno rari e silicio, invece che stare in giro a divertirti come tutti i bravi ragazzi della tua età.

Siamo nel 2017 e quindi parliamo di 31 anni passati a:

1) studiare linguaggi di programmazione, design e software ingeneering

2) usare le precedenti conoscenze per creare ciò che i più chiamano “programmi”

3) farsi umiliare e vessare dai già citati committenti che, pur non capendo una beata minchia di computer (è l’immancabile premessa che fanno) pretendono che tu scriva programmi completi, funzionanti al primo colpo e a costo possibilemente uno virgola cinque se non proprio zero

E quindi … chi te lo fa fare? Se un giorno troverò una risposta sensata a questa domanda smetterò immediatamente di fare questo lavoro.

Ai programmatori (“software developer” per i fighi) piace dare dei numeri che nessuno gli ha chiesto di dare così io sono le seguenti cose:

  1. Trentuno anni (31) di esperienza nel campo della programmazione
  2. Conoscenza di almeno dicei (10) linguaggi di programmazione differenti, utilizzati nel corso dei 31 anni citati prima
  3. Specializzazione nella progettazione e realizzazione di applicazioni client-server, ultimamente anche web based, che gestiscono base di dati più o meno complesse
  4. Numero imprecisato, qualche milione, di righe di codice scritte (stima basata sulla media giornaliera moltiplicata per i giorni medi lavorativi annui dei suddetti 31)

Insomma, un disastro totale. La vita dei programmatori si svolge in due mondi paralleli, quello nel quale interagiamo col l’esterno (chi più chi meno) e quello chiuso dentro al quale sguazziamo beatamente tra funzioni, procedure, bugs e patterns UML e nessuno ha mai osato mettere piede, anche perchè circondato da muri altissimi con in cima filo spinato elettrificato con una differenza di potenziale di 15000 v.